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I materiali

 

I cestini che ho imparato a realizzare sono tutti di castagno. Esistono anche altri materiali molto usati, come il vimini di salice, i vilerci (pianta rampicante infestante tipica del sottobosco), il nocciolo...

I motivi per cui uso il castagno sono i seguenti:

 

  • Ottima flessibilità e durabilità nel tempo

  • Peso non eccessivo, per ottenere cestini leggeri

  • Ottima lavorabilità

  • Nella Alta Valbormida i boschi sono quasi tutti di castagno :P

  • Il nonno mi ha insegnato così

 

A parte l'ultimo motivo, il castagno è un materiale ottimo per realizzare cestini: si ottengono prodotti resistenti, sia all'azione meccanica, sia all'azione deteriorante del tempo. Con piccole accortezze nella conservazione del proprio cestino, è possibile utilizzare lo stesso per decenni senza mai romperlo o cambiarlo.

 

La raccolta

 

La raccolta del materiale avviene per mezzo di un sierotto, di piccole dimensioni, ben affilato e di pratico utilizzo e di una macchina da "boschi" (comunemente detta Fiat Panda del nonno...).

I luoghi in cui crescono i bastoni di castagno giusti, sono quelli in cui c'è stato, in tempi abbastanza recenti, un taglio del legname da parte dei boscaioli: come noto, nella pratica della silvicoltura si segue uno schema a "rotazione", ovvero per evitare il disboscamento totale, si procede al taglio secondo lotti successivi, per dare modo alle piante di ripopolare il bricco.

I luoghi della tagliata sono facili da individuare, perchè presentano i ruggi di altezza pari a 2 / 3 metri.

 

Ad ogni anno successivo al taglio, la pianta cresce, formando un insieme di bastoni, alcuni molto dritti, senza nodi e magagne varie.

I materiali che si cercano sono quindi questi bastoni VERDI (ovvero non secchi), di età compresa tra i 4 e i 6 anni: tra il ruggio prescelto si individuano solo i bastoni migliori per il taglio e si cerca di tagliare col sierotto il più possibile vicino alla base di crescita, per prenderli il più lunghi possibile.

 

Nota bene: si tagliano per rispetto del bosco SOLO i bastoni che sono attorno alla pianta centrale, che è riconoscibile per il diametro maggiore e generalmente è il bacco più dritto. Questo perchè, se tagliassimo la parte centrale, la pianta soffrirebbe molto di più e la crescita avverrebbe male, portando alla formazione di piante storte che soffrirebbero maggiormente il carico della neve. I bastoni laterali invece, sono la parte di pianta che verranno soppressi e seccheranno a causa della crecita dell'albero centrale, e quindi, raccogliendo questi bastoni, non si provoca un danno al bosco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

La raccolta è più agevole nel periodo autunnale, grazie alla minor presenza di foglie che oscurano la vista e alle temperature ancora relativamente miti. Più difficile nel periodo invernale, causa terreno bagnato e scivoloso e temperature più rigide.

In primavera ed estate è un pò più difficile individuare i bastoni a causa del manto verde delle foglie e richiede un tempo maggiore.

 

Un esempio di ruggio di castagno lo potete vedere a sinistra nella foto, inconfondibile la foglia di castagno.

 

Individuato il bastone migliore, quindi il più dritto, lungo, verde, con pochi nodi, si procede al taglio e sul posto si esegue una prima pulizia dalle foglie e dei rami presenti.

 

Nota bene: E' buona regola, quando si esegue la pulizia, formare una piccola catasta di scarti piuttosto che spargere ovunque il materiale di troppo, per mantenere più pulito e ordinato il bosco.


 

Durante la raccolta si è soliti prendere più tipi di bastoni, più corti e tozzi, più lunghi e spessi, lunghi e sottili... questo perchè dobbiamo prevedere cosa ci servirà effettivamente per realizzare il cestino.

Generalmente si cattano bastoni per ogni parte di cavagno (per poter fare quindi tappazzi, pavide, vinchi, fedo, manigge e maniggette).

Raccolto una quantità di materiale sufficiente carico tutto sulla mitica Panda e procede a rientrare in laboratorio.

 

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