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L'intreccio

La parte più entusiasmante della realizzazione di un cavagno è sicuramente l'intreccio: la sensazione di vedere che un cestino sta nascendo sotto le tue mani, il calore trasmesso dal legno (dato anche dal fatto che si fa una fatica orba!) è impareggiabile per qualunque amante del fai-da-te. Se poi si aggiunge il valore del lavoro che rappresenta il cestaio, il sapere di esser fautori di una arte antichissimo... non ha prezzo!

 

Ok scusate la leggera digressione, solo provando a fare un cestino potrete capire tutte quelle sensazioni...

 

Torniamo alla spiegazione!

 

L'intreccio consiste nel guidare ogni singolo scruscio attraverso le pavide, avendo cura di alternare le passate dentro/fuori fino a raggiungere le altezze desiderate.

La prima fase è la formazione del fondo: su un banco apposito, sia esso verticale che orizzontale, si procede a intrecciare pavide e tappazzi fino ad ottenere una dimensione voluta; per questa operazione si utilizzano di solito dei campioni, realizzati con scarti di lavorazione, sui quali sono segnate le misure per un tipo di cestino.

 

 

Ottenuto l'intreccio di base si procede alla piegatura delle pavide, in modo tale che lo scruscio si rompa esattamente sul limite del fondo: avete letto bene, che si rompa! Il bastone deve fare un bel angolo retto, ma senza dividere le due metà: questo comportamento è possibile in quanto il bastone è stato lisciato e bagnato nel modo corretto. Può quindi rompersi o no ma l'importante è che si formi un angolo di 90°.

 

Si scelgono a questo punto due bei fedo, lunghi e dritti, e a partire dai lati corti, si inizia ad intrecciare, facendo passare lo scruscio a zig zag tra i montanti, uno dentro e uno fuori.

Si procede intrecciando le pareti del cestino fino a raggiungere l'altezza voluta: utilizzando due fedo ovviamente bisogna far si che essi non si trovino a passare dalla stessa parte di una pavida, ma che siano sempre alternati fino ad ottenere la classica trama di un cavagno. Il risultato che si deve ottenere è quello riportato in figura sottostante.

L'intreccio si ferma a raggiungimento dell'altezza voluta, arrestando gli scrusci sui lati da cui si è partiti.

L'intreccio delle pavide, relativamente semplice, nasconde molte insidie, specie negli angoli, dove bisogna avere l'accortezza di rompere il fedo nel punto giusto, per formare un bel angolo retto (se il cestino che si vuole ottenere è più squadrato).

Se si volesse invece ottenere una bella curva, il cestino, da fondo quadrato/rettangolare può trasformarsi in un bel tondo, basta che durante la salita si tenda sempre a rompere meno fedo e a farli curvare più dolcemente, fino all'ultimo giro in cui non si deve più spezzare alcun bastoncino ma si deve ottenere una curva naturale del cestino.

 

Segue l'ultima parte dell'intreccio delle pareti: sulla sommità si realizza una sorta di treccia con tre vinchi, che gireranno attorno al cestino contemporanemante.

Ricordate che

 

"fare il bordo è una lavoro difficile, ma se fatto bene ti aggiusta il cestino!" (cit. Nonno)

 

Spiegare questa parte è praticamente impossibile per iscritto: già è difficile farlo dal vivo, figuriamoci così! Probabile che prima o poi realizzi un video da allegare a questa pagina...

In ogni caso, il principio è quello di realizzare una treccia, attraverso le pavide, muovendo sempre il bastone che è rimasto più indietro nell'intreccio e facendo sempre saltare due montanti con una mossa che consiste nel far passare (sulla terza pavida) il bastone prima sul lato interno del montante, poi si lascia esterno e si procede con il bastone successivo... vi avevo avvertiti che non si sarebbe capito niente!

Il risultato ottenuto deve esser all'incirca come quello ottenuto in figura sotto.

 

Ottenuto il bordo si procede alle ribattute per eliminare ogni singolo spazio di troppo tra la tessitura, battendo sia dal bordo che dal fondo i montanti e gli angoli: da questa procedura direi che si capisce il detto "matto come una cesta"... ci credo a suon di colpi!

I montanti vengono girati verso l'interno del cestino e inseriti all'interno della tessitura, in modo tale che non si vedano, avendo cura di mantenere verso l'esterno le pavide che dovranno ospitare il manico o le manigliette.

Installato il manico, o le manigliette o la cinghia, con un coltello ben affilato si procede alla pulizia di tutti i fili e imperfezioni presenti sul cestino. Il manico funziona bene ad attrito, ma per garantire maggiore solidità si inchioda dall'interno con dei piccoli chiodini (2 per ogni lato), avendo cura di verificare che non si vedano da fuori (con il rischio che ci si possa pungere!).

Il cestino è praticamente finito!

...e il risultato è questo...

 

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